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Elisabetta Vernetti – Vorrei che esistessero luoghi stabili

Elisabetta Vernetti

CONCEPT / SINOSSI DELL’OPERA

Si può interrogare l’assenza, i vuoti che ci abitano? Una domanda e un bisogno: guardare quel vuoto negli occhi, trovare parole per dirlo, attraversarlo senza perdersi. La ricerca accosta frammenti di una mappa affettiva, personale e collettiva, e li compone in un libro a fascicoli sciolti. Al centro l’incontro con un’isola e una casa gialla, protagonista del racconto: luogo reale e simbolico, dove l’assenza diventa presenza e trova una voce.

DIDASCALIA OPERA

Anno di esecuzione: 2025
Tecniche: Composizione di testo e immagini fotografiche mediante stampa digitale a colori su carta e cartoncino; 7 fascicoli sciolti, leporello, scatola contenitore e cassettiera in legno; carta, cartoncino e legno
Dimensioni: 7 fascicoli formato A4; leporello aperto 135 × 29,7 cm; scatola 22,5 × 32 × 4,5 cm; cassettiera 30,5 × 43 × 22,5 cm
Opera precedente
Nerea Sangalli – Anatomie fossili
Opera successiva
Federico Zizza – THE STORY

Altre Opere

Linda Marsotto – L’ambiente del Vestibolo. Restauro di intonaci, stucchi e apparati lapidei del locale ottocentesco presso l’ex Monastero di Astino a Bergamo; I graffiti del Monastero di Astino. Documentazione fotografica e catalogazione di iscrizioni parietali e graffiti risalenti al periodo manicomiale (1832-1892)

Restauro

Rossella Pia Montesano – Usa e Getta

Decorazione

Nadia Latessa – Pezzi di Carne

Fotografia e fotoreportage