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Valentina Maria Bonifati – Fortuna che ho amato il ritorno

VALENTINA MARIA BONIFATI

CONCEPT / SINOSSI DELL’OPERA

Fortuna che ho amato il ritorno nasce da una riflessione sull’irrealtà. L’acquatinta nelle incisioni appare. Determina l’invisibile. Il movimento della macchina visionaria è indefinito. Può muoversi verso una direzione o nel verso opposto, ma in realtà si muove solo all’interno della sua stessa esistenza. Non c’è un modo definito, esiste solo un indefinito, all’interno della quale il ricordo prende il sopravvento e la coscienza mira alla visione.

DIDASCALIA OPERA

Anno di esecuzione: 2026
Tecniche: Acquetinte su zinco e prassinoscopio.
Supporti: Carta, legno, specchio e ferro.
Materiali: Acquetinte su zinco, carta, legno, specchio e ferro.
Dimensioni / Durata: 1 incisione: lastra 180 × 250 mm, carta 25 × 50 cm; 12 incisioni: lastre 100 × 150 mm, carta 11 × 15 cm; prassinoscopio circa 30 × 60 cm; h con piedistallo circa 130 cm.
Opera precedente
Gaia Battistelli – Nel tentativo di confondermi
Opera successiva
Alice Zoe Bresciani – Ultra Carne – Vol. 00 Premature

Altre Opere

Aurora Ferrante – MEMORIAE

Fotografia e fotoreportage

Goliardo Sterlacchi – Oltre

Pittura

Elisabetta Vernetti – Vorrei che esistessero luoghi stabili

Arti grafiche, editoriali e di narrazione visiva